Il nonno Pasquale Arzuffi

Pasquale Arzuffi

UN GRANDE NONNO-ARTISTA:
PASQUALE ARZUFFI

 

Pasquale Arzuffi, protagonista della pittura nelle chiese fra gli anni Venti del 1900 e la metà degli anni Sessanta è definito un “grande” negli affreschi a tema religioso.
Un primattore, invidiato e salutato dalla critica e dalla committenza come artista pieno, fecondo, immediato, fortemente impegnato.

 

Nato a Zanica nel 1897, avviato giovanissimo alla Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” di Bergamo, successivamente iscritto all’accademia Carrara, entra, presto, di prepotenza, per le doti innate, fra gli allievi più meritevoli.
Ponziano Loverini è il suo Maestro, Marigliani e Taragni i principali punti di riferimento.
Emerge in accademia per il “lodevole e non comune profitto”, è “fermato” dalla Grande Guerra due anni, e nel 1920, molto giovane, compare alla ribalta affrescando la volta della sacrestia della parrocchiale del paese nativo.
Da quel momento è un susseguirsi di committenze, di inviti: esegue lavori a Sabbio, Rosciate, Ogna, S.Croce della Malpensata, Lallio, S.Pietro d’Orzio, San Pantaleone, e nel 1927 avvia i dipinti per gli affreschi del nuovo tempio dei Padri Monfortani a Redona, con i decoratori Taragni e Zanetti (di cui sposerà la figlia) e sotto la direzione dell’architetto Luigi Angelini.

 

Nel 1931, insieme al decoratore Taragni, riceve la commissione - dall'allora Nunzio Apostolico a Sofia, Mons. Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Giovanni XXIII - per gli affreschi alla Legazione Apostolica della capitale bulgara; seguono, sempre grazie a Mons. Roncalli, lavori presso case private ad Atene, Costantinopoli, e nel 1932 l’affresco nella chiesa di San Giuseppe a Sofia.
Mentre si diletta anche nella pittura da cavalletto, continua ad operare fuori provincia:
nel 1933 gli affreschi nella chiesa di Quinto al Mare vicino a Genova, nel 1936 nella Cappella gentilizia di una famiglia di Atene, i dipinti di San Giovanni Bosco e di Mazzarello a Novara, gli affreschi al Santuario di Crusinallo, nel Santuario della Madonna di Loreto, nel 1942 a Codogno, nel 1947 a Fombio; nel 1950 l’affresco totale della Basilica di Sant’Angelo Lodigiano con il ciclo delle opere sulla Beata Cabrini; nel 1959 nell’istituto delle Canossiane a Lodi e nella relativa chiesa; infine i lavori con il figlio Luigi, che collabora con lui nelle volte e nel catino dell’abside della chiesa di San Giovanni Battista a Rimini.
A fronte dell’imponente lavoro fuori provincia, non si può dimenticare la grande mole di impegni nelle chiese bergamasche, dove si può dire non vi sia tempio che non proponga un suo affresco o un suo intervento: crocefissi, pale, medaglioni, tazze ellissoidali, absidi.

 

Altri interventi pittorici si sviluppano presso celebri santuari italiani: quello della Madonna di Pompei, nella volta, negli archivolti, nella crociera; una vera e propria “esplosione” di colori e inno alla devozione ed al Bello artistico.
Nel Santuario della Madonna della Guardia a Genova, la partenza di Colombo per le Americhe, opera di grande prestigio effettuata secondo una capacità tecnica e una perfetta conoscenza degli equilibri e della tonalità propria del Pasquale Arzuffi.

 

La tradizione lombarda è all’origine del fraseggiare espressivo di Pasquale Arzuffi.

 

In primo luogo c’è una sapiente conoscenza della figura, appresa in una lunga e collaudata esperienza di lavoro diretto, sotto la vigile attenzione di Maestri ed eccellenti colleghi.
L’Arzuffi stabilisce un rapporto stretto fra colore ed iconografia, la quale ultima non subisce i sobbalzi degli stili, bensì si esalta nella fedeltà ad una tipologia linguistica.

 

In secondo luogo, si apprezza la sua sensibilità a legare, in maniera equilibrata, i toni del colore (e della figura) con i segmenti dell’impianto architettonico.
L’esistenza di un rapporto completo fra pittura ed architettura non è dunque una scelta casuale, ma la necessità culturale di un radicamento del dipingere nelle altre forme di espressione.
Le figure si stagliano dentro un processo creativo per la duttilità del segno, opera in diretta connessione con l’utilizzo del colore e della composizione, preziosa collaborazione ai fini del risultato finale.

 

In tutti i suoi affreschi - dove sembra competere con l’antica arte paleocristiana, o gli incanti del miglior Settecento – domina la misura di un gusto che non eccede, anzi si uniforma alle tipologie della chiesa.
Evidenti nella affrescatura di Pasquale i valori della schematicità, come adesione responsabile e critica ad ogni dettaglio dell’opera, sino a mantenere una relazione vigile ed intelligente fra idea ed espressione.

 

Nella pittura da cavalletto opera con minor quantità di impegni, ma non con meno interesse; i quadri di quel periodo appaiono ricchi di sfumature, di tocchi appropriati e liberi, di forte calibratura fra ritaglio pittorico ed irruenza dei temi, di intensa comunicatività emotiva.
Un Pasquale Arzuffi genuino, un pittore che derivando dalla tradizione locale lombarda, si esprime attraverso un’arte ricca di fascino e mistero, dai volti alle figure, dai colori talvolta pastellati a quelli più cupi e sordi; comunica il valore di un’arte amata come sola condizione di vita. Arte come canto d’amore al creato ed all’anima.

 

 

Tratto dal volume
Luigi Arzuffi e il padre Pasquale
Testi di Amanzio Possenti
Edito da Grafica e Arte Bergamo

 

Teoria di angeli

Teoria di angeli

Istituto Padri Monfortani 1927 - affresco

Sofia (Bulgaria)

Sofia (Bulgaria)

1932 - acquarello su carta 25x15

Romualdo

Romualdo

1942 - olio su tela 40x34

Ritratto di Luigi

Ritratto di Luigi

1943 - olio su legno 40x33

Ritratto di Luigi

Ritratto di Luigi

1933 - acquarello su carta 17x12

L'adda sul ponte di Castiglione

L'adda sul ponte di Castiglione

1955 - olio su legno 41x50

Natura morta

Natura morta

olio su tela 40x30

Affreschi

Affreschi

Due dei quattro affreschi all'Istituto Padri Monfortani (Bergamo) 1927 - 200x150

Affreschi

Affreschi

Due dei quattro affreschi all'Istituto Padri Monfortani (Bergamo) 1927 - 200x150

La partenza di Colombo

La partenza di Colombo

La partenza di Colombo per le Americhe Cupola del Santuario della Madonna della Guardia (Genova) 1945

Emilia

Emilia

1932 - acquarello su carta 16x11

Gesu' in trono

Gesu' in trono

Parrocchia di Redona 1958 - affresco

Cupola del Presbiterio

Cupola del Presbiterio

Santuario B.V. Maria Annunziata Regina dei Cuori 1927

Campagna romana

Campagna romana

olio su legno 22x28

Bozzetto

Bozzetto

per Chiesa Parrocchiale di Orero (Genova) 1931 - 70x56

Bergamo Alta

Bergamo Alta

olio su legno 23x33

Autoritratto

Autoritratto

1948 - olio su tela 58x46

Autoritratto

Autoritratto

1918 - olio su legno 50x43

Alpeggio

Alpeggio

olio su tela 85x25

Pasquale Arzuffi

Pasquale Arzuffi

con l'ingenier Luigi Angelini durante i lavori all'Istituto Padri Monfortani

2019 - Marcello Arzuffi

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